CONFUCIO
L'influenza del "Maestro K'ung" sulle arti marziali Cinesi è stata fortissima, come del resto lo è stata su tutta la cultura del popolo della "terra di mezzo".
Vorrei condividere con voi alcuni dei suoi aforismi, tratti dal libro "i detti di Confucio" edito da Adelphi.
Inserirò periodicamente quelli che mi hanno colpito di più e, se ne avrete voglia, ne potremo discutere insieme.
Tse
Il terzo aforisma del primo capitolo recita così
Il Maestro disse: "la facilità di eloquio e i modi affrettati non sono quasi mai indice di bontà"
L'aforisma 16 dello stesso capitolo invece dice
Il Maestro disse: "non preoccupatevi se non riconoscono i vostri meriti. Preoccupatevi piuttosto se non riconscete quelli degli altri"
L'aforsima più celebre è il numero 15 del secondo capitolo
Il Maestro disse: "Studiare senza pensre è futile. Pensare senza studiare è pericoloso"
Aforisma 18 del terzo capitolo
Il Maestro disse: "Quando un uomo serve il proprio signore osservando alla lettera il rituale, la gente lo ritiene un adulatore"
Questo insegnamento mi richiama alla mente un cartello presente in Palestra; non so da quanti anni è affisso la (dietro alla porta in legno dell'uscita di sicurezza), ma io me ne sono accorto solo lo scorso anno:
LA TIRANNIA
Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, è governato da coppieri che gliene versano a sazietà, fino a ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati despoti.
E succede pure che:
- chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori, è definito uomo senza carattere, servo;
- che il padre impaurito finisce per trattare i figli come suoi pari, e non è più rispettato;
- che il Maestro non osa più rimproverare gli allievi e costoro si fanno beffe di lui;
- che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione degli anziani e questi, per non sembrare troppo severi, danno ragione ai giovani;
In questo clima di libertà, nel nome della libertà, non vi è più riguardo, nè rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e prospera una nuova pianta: la tirannia.
Platone
"la repubblica" libro VIII
IV sec. a.C.
Confucio era un pò più "vecchio" di Platone, ma sostanzialmente il periodo è lo stesso, in zone del mondo diverse, con problemi ancora attuali.
-Fino a quando la natura divina si conservò e perpetuo nei loro cuori, essi restarono fedeli alle leggi perché possedevano grande spiritualità.
Il loro comportamento, nei diversi frangenti della vita e nei loro reciproci rapporti, era sempre legato a sentimenti di gentilezza e saggezza.
Quando la scintilla divina cominciò a dileguarsi dai loro animi e confondersi con la parte umana, quest’ultima finì col prendere il sopravvento.
Allora incapaci di reggere la loro fortuna ne divennero indegni e a chi avesse avuto occhi per vedere, essi sarebbero apparsi uomini vili e degradati, perché avevano ormai perduto il più prezioso dei tesori.
L’elemento divino mescolandosi con la natura mortale si estinse e il carattere umano prevalse.
Fu allora che incapaci di sopportare la prosperità presente degenerarono- (Atlantide-Platone-timeo-crizia)
-LRJ.LB-
Aforisma 14
Il Maestro disse: "Non preoccupatevi se non avete una carica, preoccupatevi piuttosto se non ne siete degni. Non preoccupatevi se non siete famosi, preoccupatevi piuttosto se non meritate di esserlo".
Aforsima 23
Il Maestro disse: "E' raro che l'autodisciplina porti fuori strada"
Aforisma 24
Il Maestro disse: "Un gentiluomo dovrebbe essere lento nel parlare e svelto nell'agire"
Aforisma 20
Il signore Ji Wen pensava sempre tre volte prima di agire. Quando il Maestro lo seppe, disse: "due basterebbero". :)
Aforisma 27
Il Maestro disse: "Ahimè, non ho mai visto un uomo capace di vedere i propri errori e di denunciarli al tribunale del suo Cuore".
Sii come una vallata che si apre ad accogliere il fiume;
sii come un fiume per la terra,
e tienilo incanalato, per rifluire fino al mare.
Nasci di nuovo, liberati di te stesso,
sii umile, sii terreno
sii una vallata per il mondo intero.
(Tao te Ching, cap.28)
LRJ.LB

Aforisma 17 del sesto capitolo
Il Maestro disse: "Chi uscirebbe da casa senza passare dalla porta? Perchè allora la gente non cammina sulla via?"
Aforisma 18
Il Maestro disse: "Quando la natura vince sulla cultura, abbiamo il selvaggio; quando la cultura vince sulla natura, abbiamo il pedante. Quando la natura e la cultura sono in equilibrio, abbiamo il gentiluomo"
Aforisma 20
Il Maestro disse: "Conoscere qualcosa non è come amarla; amare qualcosa non è come gioirne"